Messaggio
  • Direttiva Ue sulla Privacy

    Questo sito web usa cookies per gestire l'autenticazione, la navigazione, e altre funzioni. Accedendo al nostro sito accetti che si possano lasciare questo tipo di coockies sul tuo dispositivo

Intervista con YOKOTA YOSHIAKI Sensei 7th Dan Aikikai

Yokota Yoshiaki Sensei, 7th Dan Aikikai, si è affermato a livello internazionale come uno dei migliori Shihan in circolazione.Oltre ad insegnare regolarmente allo Hombu Dojo di Tokyo, Yokota Sensei conduce seminari di AIKIDO in tutto il mondo.

L'intervista che segue è stata realizzata in occasione del raduno organizzato a Roma dall'Associazione Aiko il 21 e 22 settembre 2013.

Quando ha iniziato la pratica dell'Aikido e dove?
Al liceo, avevo quindici anni e, nonostante l'Hombu Dojo fosse vicino, sono andato ad un club del liceo. Il Maestro Sasaki Masando, che purtroppo è morto quest'anno, è stato il mio insegnante per sette anni.

E poi è passato all'Hombu Dojo?
Sì sono andato a imparare come Uchi Deshi per due anni. Essere Uchi Deshi vuol dire vivere lì e quindi fare ogni cosa come pulire, cucinare, cucire, fare il bucato.

Quali sono i suoi maestri di riferimento?
Kisshomaru Sensei, secondo Doshu. E' stato il vertice assoluto dell'Aikido mondiale perchè era il figlio di O' Sensei. Io ho voluto seguirlo in tutto il mondo, sono stato suo Uke, con lui sono venuto anche a Milano e anche qui [a Roma n.d.r.] in occasione degli anniversari dell'Aikikai di Italia.

Yokota Sensei

Visto che lei ha girato il mondo, in cosa trova che differiscano i diversi praticanti di Aikido, se differiscono?
Come anche in questa occasione, nella quale i praticanti sono venuti da diversi paesi; gli italiani, gli americani, gli inglesi, sono tutti seri nello stesso modo, fondamentalmente la vera natura dell'Aikido non cambia.

Cambia l'approccio degli allievi all'Aikido nel tempo o ha sempre la stessa qualità?
Non è cambiato tanto. L'Aikido è esercizio, keiko. Bisogna capire una cosa, in giapponese keiko 稽古 si traduce come esercizio, pratica, ma il significato di keiko 稽古 è leggermente diverso. La parola keiko 稽古 vuol dire pensare alle cose antiche, nel senso di tramandare il modo di pensare degli antichi samurai anche se chiaramente tutto questo deve essere attualizzato ai tempi moderni. La cosa molto bella è che di tempo in tempo questo pensiero viene attualizzato Anche oggi per esempio abbiamo usato la spada ma ai giorni nostri giorni nessuno in Giappone porta la spada, è vietato, bisogna però immaginare come è stato. Quindi non si può cambiare col tempo, è una strada che continua, questo è il keiko dell'Aikido.

Yokota Sensei

Ieri lei ha detto che ogni maestro ha un diverso volto, una diversa faccia, come descriverebbe la sua?
Personalmente per me non è importante essere forte o debole, Il mio compito è invitare la gente mostrando la bellezza dell'Aikido. Deve essere una cosa che quando la vedo mi venga da dire: voglio provare a farlo, voglio essere bello così. E' importante conoscere la tecnica originale per migliorarsi e affinarsi, è sempre una nuova scoperta del waza e della filosofia, bisogna sempre tornare all'origine, questa è una strada che continua. Io sono ancora giovane e meno maturo e se riuscirò a tornare sicuramente porterò un altro modo, ma non è che sarà cambiato l'Aikido, sarà un risultato dell'affinamento, sarà affinata e migliorata la mia vita, questa è la mia ricerca.

Yokota Sensei

Un consiglio che lei darebbe a chi si avvicina oggi alla pratica dell'Aikido?
L'Aikido è il Budo dell'amore, non è vero che solo chi proietta è bravo oppure bello, anche chi viene proiettato può essere molto bello ed elegante. Armonia. Per iniziare è importante l'impostazione, la posizione, il movimento, la base della tecnica, ma ancora più importante è far capire cosa c'è dietro questa pratica: pace, amore, armonia che fanno sì che non sembri un combattimento. Infatti l'Aikido non è combattimento ma è Budo. Budo dell'amore. Uke e Tori si aiutano entrambi altrimenti non c'è armonia.